martedì 8 novembre 2011

Io sono in autunno

(Ave Maria - DeAndrè) 

E' successo, ti dico. 
Solo per due, massimo tre giorni. Mi si è presentato l'autunno alla porta del balcone. E' trasparente quindi ho visto bene, era lui. L'autunno è arrivato e mi si è piantato dentro subito col suo sguardo malinconico e assassino. Poi dicono sia volato via, ma sono loro che non lo vedono. Io me lo sento dentro come in quei giorni là. Certo, si è portato pure il suo silenzio di foglie accartocciate e secche sui marciapiedi. Un po' bagnate. Le piogge, il sole, tutto il corollario non m'interessa. Lui ha fatto finta d'andarsene e invece è rimasto il suo odore con tutti i ricordi che m'ha infilato in testa. Non c'era mai troppo di quel silenzio in quei tempi, sembra strano pensare che li abbia vissuti sempre io, ma so che è così. Si parlava anche sopra la tv e cinque persone è chiaro che sono cosa diversa dalla nostra tavolata con due piatti che si guardano di traverso e fanno amicizia sera dopo sera. La domenica poi era la giornata in cui il pomeriggio si dedicava a musica e calcio e anche di quelli è rimasto il profumo nel mio naso. Era mamma a stirare e io me ne guardavo bene, solo ogni tanto la aiutavo oppure mi mettevo al ferro se lei m'intimava che me la dovevo vedere io se volevo proprio 'quella' maglietta e 'quei' jeans (come non fossero quasi tutti uguali poi....ma lei non capiva o faceva finta per mantenere lo status quo che aveva senz'altro vissuto anche lei e non voleva farlo perdere anche a me e alla mia età che ne poteva così rimanere contraddistinta) perchè oramai glielo avevo detto troppo tardi. A scuola una come me ci doveva necessariamente andare ogni giorno col vestito dell'umore giusto e dunque mi ci mettevo, piuttosto. 
Vivevo le stesse identiche malinconie, comunque. Adesso potrei appiccicarle a fotografie di ritratti precisi con cornici di colori intimisti, ma al tempo di quell'autunno c'erano uguali e al limite solo un po' più sparpagliate, confuse, scomposte. Non erano appena sfiorate, erano profonde come lo sono in questa serata da vodkalemon e non un battito di ciglia in meno. 
Mi facevo una doccia, scarabocchiavo un po' sui miei quaderni e poi si preparava la cena.

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