giovedì 10 novembre 2011

04.01.10 - Non è più tempo di Boheme

Dovrei trasformarmi in orefice e artificiere per dare valore ad ogni passo distinguendo passi e abbagli, ma mi rendo conto che ne avrei esigenza. 
Sei tornato perchè ti ho ricercato altrimenti ti saresti addobbato a festa per un Natale senza di me. Ti ho voluto di nuovo vicino per augurarti stupidamente belle cose o forse augurare a me l'immagine di un uomo di quelli a cui voglio bene pure da lontano, da tempo, che speravo felice e invece no. Ti ho ritrovato come mi hai lasciata e questo già dice. Non ho voglia di dire, però, ho voglia di sapere cosa non va. Non ti dico che in fatti allora avevo ragione e non faccio ragionamenti presuntuosi e pretestuosi per farti riflettere lasciando il tuo regalo irricambiato, come sempre. Avere vicino qualcuno che ti fa capire dove potresti star sbagliando e ti porta a crescere è una delle preziosità a cui non voglio togliere neanche un po' di quel valore che troppo abituata ad elargire a dettagli finisco troppo spesso per conferire in maniera eccessiva a fattori effettivamente poco sostanziali perdendo tempo ed energie. Scegliere, abbassare non i miei ritmi e voltaggi, ma i consumi. Rispettare i tempi altrui e non fare la prima anche in secondo piano. Bisogna che io mi decida ad imparare ad interpretare, forse, anche l'attrice non protagonista. Bisogna che non pretenda io di trasformare per forza la trama di un film che non appartiene solo a me, bisogna che reciti senza consigliare al regista, ogni tanto, ma come la mettiamo con l'autodeterminazione? 
Bisogna che la smetta di usare il mio estro per trasformare il contorno in piatto principale di quest'ultima cena inutile e solo perchè in quel contorno ci sono io. Ho fatto una di quelle partite a pugni che chiamo comprensione e confinato il mio senso egotico nell'angolino dove sbatto la scopa, per un attimo. Bisogna che in questa vita che vivo di rincorsa da quando son nata, mi fermi a vivere il potenziale che troppo spesso lascio inespresso perchè sono andata già altrove. 
Dovrei, bisogna, esigenze,.... e non che io non sappia, conosca e capisca che l'unica mia profonda necessità è sempre quella dannata libertà. 
Mimì sarà ancora a cercare le sue chiavi sul tappeto senza trovarne che nelle tue mani al buio della soffitta che ho riempito di fiori secchi, per dare respiro al cordiale con cui brindiamo. 

h.n. 

Viene e da 
poi lo sai che se ne andrà 
come il tempo come un sogno poi... 
ci mette nostalgia 
eravamo noi 
come moschettieri che 
difendono qualcosa che non c'era 
e che forse ancor non c'è 
ma tutto questo è per noi 
basta allungare una mano e sai 
che fuori il mondo è pazzo 
ma chissà chissà poi chi ce la farà 
questo caravanserraglio è stato 
passione o abbaglio 
ma il tempo vola 
ed in mano ha una pistola 
nostalgia questa è la sorte 
che ha la voce di un pianoforte 
danzano finito tutto danzano 
strappano al mattino un po' di buio 
anche stanotte 
la sera in cui il barista si incendiò 
e vic coi giapponesi 
noi tutti troppo tesi e stanchi 
vai a fanculo tu e il cavallo che cavalchi 
ma è qui tutto per noi 
basta allungare una mano e sai 
forse siam noi i pazzi 
è che qui niente va tutto se ne va e noi 
restiamo ancora ad aspettare il giorno 
che non arriva mai 
ma il tempo vola 
ed in mano ha una pistola 
nostalgia questa è la sorte 
che ha la voce di un pianoforte 
ma perchè 
stanotte lei non è con me 
fuori dalla 'casa' china urla 
che vuole la boheme! 
già lo sai 
come siamo fatti ormai 
anche il fallimento per quelli come noi 
poi diventerà rimpianto 
ma il tempo vola 
ed in mano ha una pistola 
nostalgia questa è la sorte 
che ha la voce di un pianoforte 
vanno via 
tutti se ne vanno via 
non ci son più giacche sulle sedie 
ma noi restiamo ancora.... 

(Stefano Tessadri - Non è più tempo di boheme)

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