Un anno e giorno dopo giorno mi sembra sempre più impossibile che sia vero, che tu non sia fatta della sostanza dei sogni, poi mi sei vicina e ti trovo davvero e allora sì, ci credo. Quel giorno lì, certo c'è stata la magia e me la sono vissuta tutta, ma è stato così naturale che non avevo grandi stupori da raccontare. La meraviglia era tutta in te quando ti ho guardata dentro ai tuoi occhietti.
Un anno e già ne abbiamo passate che ci sarebbe da scrivere per una vita. E tu, tu chissà cosa diresti se ti decidessi a parlare un po' di più . Chissà come hai vissuto tu questo anno, chissà se ti poni domande in quella tua testolina matta o se guardi il mondo e ti basta vederci attorno a te. Di solito ti racconto di te più che di me, cosa strana da fare in una lettera e lo faccio perchè tu possa più avanti leggere tutto questo e conoscere almeno il mio punto di vista sulla tua crescita, sul tuo diventare sempre più grande e, te lo ribadisco ancora, ogni giorno più bella anche perchè sei ogni giorno più 'tu'.
Mi piace, sotto sotto, anche guardarti diventarmi sempre più indipendente. In piccole cose d'accordo, ma anche se faccio la scema, adoro stare a osservare la tua identità che prende forma e lasciarla il più possibile intonsa com'è, cercando con una carezza di tenerla su solo se c'è bisogno che tu non 'cada'. Più ancora che di giocattoli, la tua crescita è stata riempita di carezze e di baci.
Non sto leggendo libri per assumermi il mio ruolo di educatrice, sto ascoltando mia madre in tanti modi anche diversi dal suo solo parlare e per il resto faccio come mi viene.
Il risultato non è gestibile come un'equazione o un esperimento chimico, non è forse nemmeno immediatamente visibile, ma quello che vedo, io, tua madre, è che stai bene. E questo è l'importante per prima cosa. Poi c'è il resto.... e allora potrei o forse dovrei raccontarti del tuo papà che si scombussola abitudini di vent'anni per starti vicino, di tuo padre genetico che in questi giorni sta pensando a balli e vendemmie o di me, che cerco di domandarmi tutte le mattine ed ogni sera se sto facendo abbastanza per te, per farti crescere bene, sana e tranquilla, contenta. Tu mi sorridi anche solo se ti guardo e ti faccio una faccia o se muovo le dita e mi dai quindi in questo una grossa mano.
Sei una bambina brava, vivace e testarda, sei una bambina orgogliosa e che rende orgogliosi, sei una bambina a cui non so se è bene venga fuori questa voglia di primeggiare che a me s'è accompagnata e che mi ha fatto sia bene che male. Sei una bimba con gli occhi furbi e l'indole spericolata. E ami il blues pure tu.
Tu quando stai nel box in alcuni momenti sei tutta indaffarata e pensierosa con i tuoi giochini nelle mani e qualche volta pure nei piedi, con cui te ne inventi sempre una pure fosse batterci le zampette sopra insistentemente. Io ti sbircio per non perdermi le tue espressioni e mi domando su che rifletti, se sei coinvolta proprio con il gioco che hai lì in quell'attimo o pensi ad altro. Sono dubbi che mi resteranno più grandi del mistero della vita o di una fede, ma è un attimo, poi tu ti giri, mi scopri e ti metti a ridere facendomi versetti.
Quei versi sono poesie.....di Palazzeschi nello stile e di Neruda nel contenuto. In quei versi c'è la tua voglia di comunicare che riconosco ancor meglio nel tuo sguardo pieno di curiosità che si accende ad ogni stupidaggine nuova che mi invento per vederti aprirsi il tuo splendido sorriso in viso.
Chiacchieriamo durante il giorno, a modo tuo e a modo mio e un paio di sere fa, mentre tu urlacchiavi le tue cose, tutta la famiglia al completo via via ha preso a metter su una caciara che i vicini son stati gentili a non venirci a suonare il campanello e dire ' e beh?! ' .
Tu suonavi e cantavi sul tuo seggiolone. Mamma tamburellava con te e ti faceva il verso. Papà stava lavando i piatti, povero! e si è aggiunto pure lui alle smorfie e forse alla preoccupazione per queste due matte che si ritrova nella vita in cui, lo dice spesso, non avrebbe mai immaginato di prendere una direzione del genere.
Un anno un po' folle, un anno in cui non un giorno ho rimpianto le mie scelte. Un anno di inevitabili pensieri prevalentemente su di te e pure sui rimpianti che potresti un giorno rimproverarmi tu. Supereremo anche questo, se il caso.
Per ora tu giochi allegra sul tuo seggiolone dopo esserti sbranata il tuo biberon e questo mi rende felice. Un anno è la tua età tra pochi giorni, è il senso della candelina che abbiamo comprato sabato scorso insieme al necessario per la tua festa di compleanno che sarà a casa nostra - finalmente pronta anche di camera tua - tra tre giorni. Un anno è il tempo che abbiamo trascorso a guardarci negli occhi e respirarci vicine. Un anno ed è sempre solo l'inizio. Buona continuazione di vita, bimba mia: è tutta tua. Vivila. A pieno come stai facendo. Appassionata, sempre, alle cose. Ti voglio bene.
Mamma Helys
10.19 - giovedì 1 ottobre 2009
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