Alzarono gli occhi
"toh, una stella" dissero.
Il viale,
abbandonato.
Il bus si colorava.
Mentre la sabbia scherzava
col caldo
e sulla spiaggia
nasceva un germoglio.
Il tepore
andava trasformandosi,
si mescolava con l'afa
e con l'odore del sapone.
L'aurora subentrerà
senza saperlo
e il bus si colorava
sempre.
Il caldo aiutava,
ma l'uomo non voleva
perchè non era.
Eccolo
pretendere rispetto
senza averne affatto.
E l'effetto serra
e il buco si allargava
in quel mondo
che sapeva.
La pantera
lottava per poter
baciare il sole,
carezzare l'erba.
Il bus si colorava.
La pianta non voleva
essere sradicata
e perciò lottava
e ci credeva.
L'albero invecchiava
con la speranza di vincere.
Il cielo
verdeggiante
aveva ancora fiducia
nel destino.
Avrebbe aspettato
il mattino.
L'acqua si mise
a scrosciare
sui rami.
Qualcuno aspettava
spiegazioni,
gli angeli
cominciarono a stonare.
Il bus si fermò.
Per far salire i passeggeri.
Sgranava gli occhi.
Ascoltava il tremolare dei semi
sulla sabbia
mossi dal vento.
Per il viale abbandonato
passò tentennando
dopo trent'anni
anche un altro bus,
ma avvolto dalla panna
e andava avanti
senza lottare;
non superò quel viale,
cadde in un burrone,
attese aiuto
pretendendo
di essere il migliore.
Scese più in basso.
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