lunedì 7 novembre 2011

48. Che ora è?

Non è ora di sognare,
non è ora di mangiare,
non è ora di giocare,
non è ora di dormire
e non è ora di svegliarsi,
non è ora di nascere,
non di crescere,
ma neanche di morire,
e non è ora di sentir musica,
ma neanche di star sola
in una camera buia
a scrivere, studiare, cantare
o magari a sognare, pensare
ma è ora di versar lacrime?
di dispiacersi?
di provare emozioni?
di cantare canzoni?
no, neanche, ormai.
Odio provare
quei giochi
privi di fantasia
e neanche questo voglio fare.
Che ora è?
che tempo fa?
che tempi sono?
l'adolescenza prende parola
le promesse d'aria
ormai son scordate
studio!
grido al vento
e lui mi risponde con un brusio
dolce e concreto
posso farlo e lo farò ora
e più tardi penserò.
Anche se fa paura
gettar via piangendo
dolci pensieri
e sensazioni di cenerentola,
sogni e realtà,
amici,
tornare in povertà;
strappare due pagine di un libro
importante e interessante
che stai leggendo, vivendo sul momento
che narrano il momento cruciale,
l'intermezzo ufficiale,
la parte migliore,
la descrizione del protagonista
o del personaggio preferito.
Solo una visione,
un errore?
penso all'avvenire,
ascolta la mente della fantasia
voltando pagina e continuando
sentendo una bella canzone di sottofondo.
Riprendo a studiare
dimenticando l'autore
che è il cantante della vita
e chiedendomi che ora è
trovo l'orologio della vita.
Allora è forse ora di viverla questa vita?
e di realizzare i propri sogni?

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