martedì 8 novembre 2011

Lo stronzo

Lo stronzo lo conosco da si e no due anni. O almeno 'questo' a cui mi riferisco ora.
Condividevamo tempo addietro un progetto in un gruppo di lavoro da cui io nell'ultimo anno mi sono distanziata perchè non ci credevo più come prima e, invece, trattenevo il tempo per vivere altri progetti.

Lo stronzo i primi tempi non l'avevo manco notato, solo ogni tanto osservato. Per il resto avevo la mente e l'anima impegnate da altre emozioni, altre persone, altri pensieri nella mia testa.
Lui un giorno mi chiede in modo simpatico, direi quasi originale, di bere qualcosa. O meglio, di bere insieme il mio gintonic.
Accetto.
In quella serata mi si rivelano due informazioni che mi lasciano leggermente stupita.
La prima: mi teneva sott'occhio da tempo e, stranamente, non me ne ero accorta.
La seconda: non regge il gintonic.

Usciamo dal Roar Roads dopo che per capirmi ha tentato una perlustrazione della mia borsa e del mio cellulare, bestemmie per qualsiasi donna, credendosi magari provocatorio ed io l'ho lasciato fare. Tanto non avrebbe capito niente comunque, aveva troppi pochi segnali e troppa poca presunzione fin qui.
Usciamo dal Roar Roads e camminiamo con lui che m'abbraccia e, ripeto, non regge il gintonic, fino alla sua macchina. Bel ricordo quel pub.
Lascio perdere considerazioni a posteriori su attrazione fisica o intese, dirò solo che, per motivi di logistica più che altro, il banale sesso post serata non andò a buon fine. Dormii nel mio letto come fu da lì in avanti (oddio, specifichiamo: dormii sempre nel 'mio' letto per quanto lo riguarda ).

Lo stronzo ed io ci siamo rivisti per un'uscita analoga solo qualche tempo dopo. Pub più 'mio', seppur mi fosse nuovo come il primo, gintonic di nuovo, ma stavolta peggiore forse perchè di quelli che bisogna miscelarseli da soli e lui oltrechè non reggerli, non li sa neanche preparare i cocktails.
Non importa ora come non importava allora, quello che non andò stavolta a buon fine... a parte il sesso a fine serata... fu un suo gesto da figo nel rifiutarsi ad un mio bacio.
S'interruppe la serata con la mia portiera sbattuta e da lì in avanti ci sentimmo ogni tanto per miei sms in cui gli chiedevo notizie del suo libro che non mi volle mai far leggere.

Queste le premesse insieme ad una manciata di altri incontri in sede di gruppo nell'attività che causò il nostro conoscerci (si fa per dire).
Ad oggi. Qualche giorno fa mi arriva una sua mail di risposta ad una notifica arrivatagli in riferimento ad un mio testo pubblicato su un mio blog, testo dove scrivo di Paco e ne abbozzo la costruzione del personaggio.
Lui dice di essere lui, Paco. Invece non solo non è Paco, ma è stronzo, ma andiamo con ordine.
Prima si dice stupito che io abbia intravisto lui dentro al mio personaggio che parla d'un Paco che con lui non aveva nella mia testa niente a che fare, la qual cosa non sembra scalfirlo. Si dice interessato alla mia sceneggiatura al punto da arrivare a confrontarsi (si fa per dire) con me negli scorsi giorni fino ad arrivare praticamente a chiedermi di chiedergli di darmi una mano. Lo faccio.
Mi dice che devo dimostrargli che davvero mi interessa la sceneggiatura.
Mi dice che ho dei filtri nella comunicazione con lui che consisterebbero sostanzialmente nel nascondere mie fragilità e nel non palesargli il mio avere un interesse mentale e fisico per lui. Gli faccio presente che mi autodefinisco fragile da una vita, che prima di appiccicare etichette sarebbe bene aver voglia di conoscere realmente ciò che si tenta di guardare e che la qualità del mio interesse nei suoi confronti gliel'ho sempre mostrata così com'è e fin troppo per i miei canoni stando ai suoi giochetti che alla lunga se fini a se stessi mi stufano, annoiano, stancano.

Mi chiede di vederci per parlare della sceneggiatura.
Gli propongo di prepararmi un gintonic a casa mia o di trovarmi un lago e lasciarmi carta bianca sulla sua radio.
Accetta la prima, mi chiama facendo il figo con giochetti noiosi e mi dice che manca il mio indirizzo e che gli sono mancata (prendendo per il culo). Mentre gli confermo che quello della nostalgia era precisamente il mio obiettivo (prendendo per il culo), lo invito a trovare grazie alla sua efficace concretezza di cui ama sciacquarsi la bocca, il mio indirizzo (diciamo che glielo dico in forma più gentile).
Quando mettiamo giù gli mando un sms. L'indirizzo.
Mi chiede se può venire l'indomani sera, stasera.
Accetto.

Oggi mi tira fuori che anche trovasse quell'ipotetica via e ne avesse voglia, dovrebbe 'spiegare la sceneggiatura oltre chè a me anche ad Andrea che convive con me' (cosa che ha sempre saputo ma alla cui mia specifica risponde che 'se uno convive non vuol dire che lo sia tutti i giorni tutto il giorno'); lo stronzo propone di risentirci la prossima settimana. Gli dico di no. Gli dico che:

Per quanto mi riguarda hai ampiamente dimostrato che di aiutarmi nella sceneggiatura non ti interessa, altrimenti chi c'è o chi non c'è in casa mia non ti interesserebbe, di me nemmeno, di prenderti le tue responsabilità non ne hai idea e di paco non c'hai proprio niente. Come volevasi dimostrare non reggi alcun tipo di gioco.
Ti avevo sopravvalutato da diversi punti di vista. fa niente, ma non ti sciacquare più la bocca con valutazioni sulla mia persona nel rapportarmi a te perchè finiscono per rasentare il ridicolo.
Ci tenevo, perchè ho iniziato a pensare che da questa cosa forse poteva uscirne qualcosa di interessante, ma nel momento in cui mi tratti ccosì vai a ledere corde di stampo diverso che reggono per me qualunque rapporto come rispetto e credibilità. Fa lo stesso, nel senso che non è grave, ma caro il mio stronzo saluti e baci. Hai giocato la tua ultima carta e hai perso la partita o quantomeno questo rapporto. A questo punto mi auguro per te che fosse effettivamente uno come un altro e che anche di questa sceneggiatura non ti fregasse, perchè se anche solo una sfumatura di me, del nostro rapporto o dei miei testi, ti ha realmente toccato, a mio avviso sei proprio sciocco. Bon, buona serata.

E aggiungo:
In una cosa a Paco somigli: nel precluderti cose senza un motivo che vada oltre te stesso. A proposito di fragilità pseudo nascoste da me nel rapportarmi a te o di filtri di comunicazione. Ma questo non è mettersi in gioco e a me non piace.
Ti comporti proprio da stronzo. Io ci sono rimasta male. Darti fiducia è una perdita di tempo.
Andrea con il parlare della sceneggiatura non centra ovviamente nulla dunque non saresti venuto qui per la sceneggiatura quando mi hai chiesto di vederci. Detto questo pure se l'interesse di vederci era di altro genere sei sciocco a comportarti così perchè mi scadi radicalmente e facevi prima ad essere chiaro, fermo restando che non amo comunque intrattenere rapporti in cui un interesse di qualunque genere è così basso e disattento oltrechè menefreghista. Così ti dimostri poco credibile su tutti i fronti. Spero per te che avessi di meglio da fare, ciò non cambia ovviamente la situazione che a questo punto hai generato con me. Se ti frega qualcosa dovresti sbloccarla subito perchè io funziono così. Se, in ultimo, fa parte dei tuoi giochetti per stuzzicare, sei ulteriormente scemo perchè ci sono giochi migliori che vale più la pena vivere.
La prossima settimana senti e vedi qualcun altro, non me.
Hai sbagliato modi e tutto questo mi è sembrato un po' viscido e molto sciocco. Ti dirò, pure infantile. Proprio da te che vorresti crederti altro. Per questo parlo di mancanza di credibilità.Come ti ho scritto una volta, potresti, forse, pure avere qualcosa di bello, ma non balli. Per quanto mi riguarda a te ci metto una pietra sopra a meno che non mi dimostri tu di essere altro, ma dubito tu ne abbia reale interesse e capacità. Ti lascio in pace, ciao.

Nessuna risposta.
Sono le 21.55. Il mio ginlemon è sul mio tavolo. La mia scenografia pure.
Mi rimetto al lavoro e spero per lui che lo stronzo stia in balia di una serata con una tipa che si porterà a letto perchè se no è proprio, ma proprio idiota, da qualsiasi punto di vista si veda la situazione.
Cin.

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