Non so se la vedrò ancora,
non so se la sentirò ancora
quella voce marina,
quella pioggia agghiacciante.
Non canterò più per lei
le canzoni stonate
gridate a quel prato azzurro
velato di cielo,
e le tue pupille
gioiose nel lasciare
paura e istruzione
scintilleranno nel verde
ove ti aspetterà un lampo
che ti parlerà
mentre lì affacciata alla finestra
ad aspettarti
ci sarà la mia pupilla
che colerà su la sorella
e insieme goccioleranno
sogni trasparenti,
giornate poco divertenti.
Durante una festa
triste, perchè quella visione
e quella canzone
sono a mia disposizione,
non sono più uno spunto
per una discussione.
Poi, una dopo l'altra
tante goccioline
si sciolgono
fino a formare un lago,
di lacrime un lago.
L'ultima occasione
per raccontare ciò che pensi
ed esprimere un'amicizia,
è scappata.
Torno a casa
poco allegra e spensierata
ascolto le ultime parole
guardo questo oggetto
amore?
no, non è il suo pugno
che picchia alla sua porta
è un'amicizia
che prepotente
raccoglie la dolcezza
e me la presta.
Nasce da una svista,
lo chiamerò
il piccolo grande amore
e mi batte forte il cuore
non so che dire
nè che fare
so solo che
1000 lacrime ho versato
e 2000 ne verserò.
Variante finale:
So solo che
da una svista
su un giornale,
da una svista
lassù,
da una svista
tra la gente.
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