lunedì 7 novembre 2011

53. E' nato da una svista

Non so se la vedrò ancora,
non so se la sentirò ancora
quella voce marina,
quella pioggia agghiacciante.
Non canterò più per lei
le canzoni stonate
gridate a quel prato azzurro
velato di cielo,
e le tue pupille
gioiose nel lasciare
paura e istruzione
scintilleranno nel verde
ove ti aspetterà un lampo
che ti parlerà
mentre lì affacciata alla finestra
ad aspettarti
ci sarà la mia pupilla
che colerà su la sorella
e insieme goccioleranno
sogni trasparenti,
giornate poco divertenti.
Durante una festa
triste, perchè quella visione
e quella canzone
sono a mia disposizione,
non sono più uno spunto
per una discussione.
Poi, una dopo l'altra
tante goccioline
si sciolgono
fino a formare un lago,
di lacrime un lago.
L'ultima occasione
per raccontare ciò che pensi
ed esprimere un'amicizia,
è scappata.
Torno a casa
poco allegra e spensierata
ascolto le ultime parole
guardo questo oggetto
amore?
no, non è il suo pugno
che picchia alla sua porta
è un'amicizia
che prepotente
raccoglie la dolcezza
e me la presta.
Nasce da una svista,
lo chiamerò
il piccolo grande amore
e mi batte forte il cuore
non so che dire
nè che fare
so solo che
1000 lacrime ho versato
e 2000 ne verserò.


Variante finale:
So solo che
da una svista
su un giornale,
da una svista
lassù,
da una svista
tra la gente.

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