un albero fiorito
torna spoglio e svogliato:
la morte verrà,
ma non mi tratterrà
così mi ripeteva
così mi immaginai,
mi sentii dire in sogno.
Io sono a casa malata
non posso schizzar via,
non posso guardare,
un'altra viola appassisce
un'altra anima sparisce.
Non aver paura
il fiore è germogliato
e come una violetta
che resta sola, soletta
in una valle scura
poi, triste lascia il mondo
e sussurra un'ultima frase di saluto
è come un qualcosa
un prodotto che è scaduto
ma.. non ti devi preoccupar
perchè passerà
ed io tornerò al tuo fianco
torneremo tutti ti prometto
tornerò un ometto
no, non dimenticar
che non mi devi mai lasciar
io sarò sempre in te e tu con me
un vecchio lascia il mondo
un giovane lo esplora, ci gira intorno
lo gira in tondo
ora devo andare.
Arrivederci a presto.
Variante (fantasioso per un colonnello):
Una foglia è caduta
un albero fiorito
torna spoglio e svogliato.
La morte verrà,
ma non mi tratterrà:
così mi ripeteva,
così mi immaginai,
mi sentii dire in sogno.
Io sono in casa, malata,
non posso schizzar via,
non posso guardare,
un'altra viola sparisce,
un'altra anima sparisce?
Non aver paura
il fiore è germogliato
è come una violetta
che resta sola, soletta
in una valle scura
poi, triste, lascia il mondo
e sussurra un'ultima frase di saluto
è come un qualcosa
che è andato
ma.... non ti devi preoccupar
perchè passerà
ed io tornerò al tuo fianco
torneremo tutti, ti prometto
tornerò un ometto
ma non dimenticar
che non mi devi mai lasciar,
io sarò sempre in te e tu con me.
Un vecchio lascia il mondo
un giovane lo esplora, ci gira intorno,
lo gira in tondo.
Rimangono i ricordi,
i ricordi.
E ti rivedo là,
sulla sedia col cuscino,
mentre sorseggi
quella calda minestra.
Quel berretto, stretto.
Quegli occhi
che sembrava di poterci nuotare.
Quei baffetti bianchi,
buffi, scomposti;
quella voce.
Il tuo letto
che ho visto invecchiare.
E quel saluto
che non ti volevo mai dare.
Chissà poi perchè.
La caramella che mi promettevi.
Immagini confuse.
Le chiacchiere, le medicine,
era sempre un battibecco,
continuo, imperfetto.
Tu che le dicevi
che sapevi
e raccontavi a papà
la tua verità.
Lei che scherzava
di lasciarti stare.
Quando tutto finiva
in una grassa risata.
I biglietti sul tuo comodino,
lasciati dalla dottoressa,
la rubrica vicina al telefono.
Il bicchiere bianco,
plastica bianca.
Ti ho visto sempre meno,
non c'era mai abbastanza tempo
e adesso che è finito...
Ricordo quel letto
dove anch'io ero stanca di stare.
Subito è sopraggiunto
il desiderio di ribellione
e poi la speranza
di saperti in un mondo migliore.
Ho sentito il tuo:
ora devo andare.
Arrivederci a presto.
Ma non ho potuto rilanciare.
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