Ricordi i draghi? Non è vero che l'alba arriva di colpo: succede per i distratti attratti da altro. Ma io sto a guardarne la scala di colori pastello pure mentre tu scendi le scale. Ed è già ora che ti dirigi al lavoro, mi dici che davvero te lo dirigi più o meno da te. Nadi oggi è nervosa... è nervosa fin da quest'ora e dorme in mezzo ai mugolii. La luce è spenta e il pastello che pittura il cielo di Ciriè e non sfumazza è ancora troppo intenso, blu. Io non ho ancora ripreso a dipingere, appena appena a scrivere. Guardo il tipo con la sigaretta in mano ed il guinzaglio nell'altra che sguinzaglia il suo cane qui sotto la mia casa. Mi sarebbe venuto in mente il mio vodkagin solo un mese prima.
Questi colori sono normale teatro solo per lune e padroni di cani.
Rileggo qualche sms per addormentarmi. In questo ti dico che sono stata bene in un nostro incontro di sesso e, proseguo, poi rispondo alla tua domanda più inutile con altra domanda. In un altro ti dico che ho bisogno di te: nel mentre ho sentito la prima contrazione. Parole che pendono in saldo, è periodo per quasi tutti e da molto prima del natale.
Ancora uno, per dire ad un amico ch'è già leggenda definire tale "Sono con lui e bimba ed è tutto direi.. In tutti i sensi".
Niente, non posso riaddormentarmi, devo vedere ancora qualche chiazza d'azzurro da questa finestra che non ha bisogno di tende. Devo vedere come và a iniziare il giorno. Vorrei che il cielo sfumasse i contorni. Parlo così spesso di priorità di vita che sembra una mia. Li ricordo i draghi. Non nascondevo le mie paure mesi fa con il mio uomo, lo faccio con un altro e intanto quasi non serve più farmi faro del cellulare con lo schermetto intermittente come tale all'aria di 20giorni fa e non a questa. Ogni tanto rischio di non sapere con quale forza andare/vado avanti. Me la racconto bene, più che altro. Ma tu li ricordi i draghi?
(Francesco DeGregori - Parole a memoria)
Cabina telefonica 2216. Mancavano 20 giorni su per giù, ero sotto una coperta, su un divano letto poco più grande di questo, poco più piccola di adesso. Raffreddata io al posto nostro. La tua maglia vicina e l'assurda convinzione di dovermi preoccupare anche degli altri, sempre la stessa. Poi mi rileggo e certe volte m'accorgo di non esserci riuscita o di quanto stronza sono nel mio rigore altrettanto assurdo e disordinato. E' un senso di responsabilità più che di rigore. Co-rresponsabilità.
E tu mi domandi ancora dei draghi e non li senti come ululano insieme a quel cane sotto casa. Non li lasci entrare.
Cabina telefonica 2190. Pre prima cosa in vista dell'ospedale pensavo alla musica.
Cabina telefonica 2178...sono diventate tutte strisce di carta di diversi colori appese ai miei cuori di ogni razza e stazza....per ogni tempo e vento...per ogni giorno e pianto. Sono diventati pezzetti di colori più piccoli come tasselli in un puzzle o piccoli cuoricini e stelline di carta da cacciare per aria durante un concerto di musica d'azzardo, sopra le proprie teste come pioggia più soddisfacente. Non è vero niente. Sono solo maschere, quelle di personaggi che ho dipinto senz'avvertire, in queste mattine fatte d'aurora e silenzio. Assenzio....
Non solo ricordi: i draghi.
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