lunedì 7 novembre 2011

Signorina Speranza

Guardatela quando sorride
no, dico, guardatele gli occhi accendersi
come lanterne
che piano tornano ad adagiarsi su altro
di curioso
guardatele, le mani
di polipo e piovra
a prendere tutti i colori
delle farfalle, solo i colori
e loro volano.
E basta un verso che ride.
Quella risata è narrativa.
E' pura, è fresca e aria.
Di libertà.
Guardate le dita:
giocano, esplorano, toccano.
Anche te che rimani commosso
o la mamma che le ripete
come fosse smorfia
sempre una frase
e lei ride, lei gioca,
lei non possiamo dire se sogna,
di sicuro non scrive.
E' selvatica come la prosa,
s'inerpica come un poema
fa con le pagine
che poi le strappa di dosso
accompagnandoti per tua mano, lontano.
Oppure un granchio sugli scogli.
E' pescatrice. D'anime.
E' lei la genitrice. D'immagine
e sentire insieme,
vi prego dovete sentire
quel che farfuglia
lanciando i versi, sì,
ma alle farfalle non ingabbiate.
Per farne chè poi?
collezioni come armi di seduzione?
o prigioniere dentro a disastri di carta?
lei già ha raccolto schiavi di sè
li ha di certo conquistati...
"e sei più bella del sole a primavera",
ma non solo per la veste di stasera.
Sincera.
Sei speranza,
sei vera.
Incredibilmente.


(9-9-09 16.03)

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