giovedì 3 novembre 2011

Le lettere resistono ancora - 2008


Si aspettano che torniamo insieme. Non lo sanno che la nebbia fraintende ciò che la neve separa. 
C'è stato troppo ghiaccio perchè un nuovo sole possa scioglierci. Ci rimane un nodo in gola e l'assurda convinzione di un legame che non so.. non vorrei dire per sempre. Invece c'è. E' nel suo naso che respiro l'unica aria di un autunno che non so dirti, che non so spiegarti come ci ha portati così lontani dopo la passione che. 
Le lettere nascono un po' per caso, nascondono un po' di qualcosa che si vorrebbe dire, si dovrebbe forse pensare di dire, si potrebbe quasi riuscire.... invece no. 
E' la prima volta che ti scrivo da tempo, è il primo tempo che sento non una mancanza, ma una sinistra nostalgia che non mi piace per niente come compagnia, ma che non diverrà che compagna di viaggio, nel mio di viaggio che sempre rimane altro. 
Altro da te e dalle percussioni del tuo talento a deludermi che mi rimbombano in testa appena lei mi conduce per mano persa nei ricordi. Ricordi rimangono registrati come frammenti di una voce che non conosco quasi più, niente più. 
Frammenti fraintendi quando non ci sei già più e chissà. 
Ci sono pezzi di vita che capisci piano piano, vivendoli in quella mano. Ti conduce e ti perdi, fraintendi. Ritenti. Ricordi, riappendi il chiodo al muro, ma è solo un modo per coprirti di qualcosa d'altro quando il freddo dentro rimane e non c'è giubotto che lo senta meglio di te senza di lui. 
Mi aggiusto la felpa di un altro uomo addosso, mi tengo il cappuccio sulla testa per coprire anche lei da quei pensieri che non so, non vorrei dire, non potrei dirti, non saprei spiegarmi meglio. 
Detesto anche loro. Mal digerisco anche quelli. 
So che non c'è solo rabbia, ma l'incessante convinzione che no... non potrei amarti di più, non potrei volerti più. E allora sganciarsi non sarebbe che la cosa più facile se solo non ci fosse sempre qualcosa di magico che unisce le persone che si sono volute bene davvero. E non ci sono chiacchiere, e le persone che ne blaterano non hanno capito niente, non hanno ancora provato e allora non c'è altro da dire, da spiegare, nè da fraintendere. Riprendere. Come un film che non conosci e che è l'unica cosa che sono in grado di vedere quegli occhi. Ti raccogli. In mezzo a mille fotografie che sono capaci di farti a pezzi. Ti spezzi in quei negativi che di negativo non hanno nulla. 
Ricuci e non ci sono ferite più grandi e non ci sono amori più forti di lei che rimarrà anche l'unica forma di amore per te. 


mamma 
h.n.

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