giovedì 3 novembre 2011

Le lettere esistono ancora - 2006

2.21 14-5-2006
I pensieri corrono più veloci della penna e purtroppo non sono belli.
Penso ad un'altra notte per certi versi simile a questa e per amara ironia della sorte penso anche a quel brutto sogno della notte scorsa che mi ha ricordato qualcosa che purtroppo m'è toccato di vivere davvero e stanotte mi viene anche da aggiungere "senza nemmeno uno scopo posteriore", perchè poi a distanza di un anno dalla partenza, ci ritroviamo continuamente fuoristrada.
Non è una bella nottata, non sto nemmeno bene, e tu manco rispondi all'ultimo sms che tra mille peripezie sono riuscita infine a mandarti. E dire che tu li hai lì, e gratis. Ti basta un click eppure anche quello sforzo talvolta pare eccessivo, superfluo.
Forse è ora che io apra gli occhi e veda quanto facilmente riesci a fare a meno di me. Ed avrai sempre anche un buon alibi per avere ragione ed essere nel giusto o perlomeno riuscire a sentirtici.
A quindici giorni da una data per noi così importante avrei voluto dover scrivere cose diverse di noi, che a volte sembrano pure esserci, ma la realtà è poi anche questa. Il fatto che non riusciamo a capirci, che odio dovermi sentire sola stando con te, che non sono tranquilla e delle ore che riesci a stare in tutto questo, senza fare nulla, senza dir nulla o ancora attaccando me quando mi senti per telefono. Il fatto che tu riesca a stare così lontano ed io no, è forse una di quelle cose che ci distaccherà del tutto, come le attenzioni e rassicurazioni di cui avrei bisogno in certi momenti più che mai e che soprattutto in questi momenti proprio non ci sono. Troppa leggerezza e troppa pesantezza: un gioco di equilibri sbagliati che mi sta uccidendo, se ancora non te ne fossi accorto.
E' tutta la sera/notte che cerco di obbligarmi di non piangere: è successo troppe volte. Io non posso stare così senza neppure che per te questo sia un problema da risolvere urgentemente, una priorità anche tua e per cui stai male anche tu. Invece quando cerco di spiegarti che sto male per determinate situazioni, l'unica tua risposta effettiva è accusarmi e farmene anche una colpa.
Riesci a dire cose assurde per chiunque abbia capito minimamente qualcosa di cosa sono e cosa vivo e cosa ho fatto e come sto. Poi quasi mai te ne scusi per ripeterle un attimo dopo come concetti a te propri, che ormai evidentemente hai dentro.

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