giovedì 3 novembre 2011

Le lettere esistono ancora - 2006


26-1-06 1.09 am 
Ciao Sirio, 
tra poche ore sarò su quel treno verso la Polonia in quel viaggio di cui abbiamo parlato in una sera ormai lontana di Rivoli. 
Tra i tanti sentimenti in ballo c'è anche un po' di voglia di scriverti in quest'attesa prima della partenza. Non so perchè. Forse, appunto, perchè ne avevamo parlato, forse perchè ti ho pensato anche durante la tua di partenza, o forse perchè il tuo nome ogni tanto rimbalza ancora tra i tasti del mio cellulare come tra i pensieri nella mia mente. 
Era parecchio che non prendevo una penna in mano per scrivere, e questa volta forse ho trovato meglio tradurre i miei pensieri in una di quelle lettere che ho scritto e che non so se troveranno mai la lettura del loro destinatario. Non è un esercizio di scrittura, ma uno di quei punti interrogativi che a volte rimangono nel proprio cammino. 
E questo a me è rimasto della nostra appena iniziata conoscenza e dei momenti trascorsi insieme: un punto interrogativo. Io non ho capito te e tu senz'altro non me. 
Sono una persona difficile da comprendere e con cui avere a che fare, te l'avevo anche detto, quindi non mi sconvolge la cosa, però mi dispiace che tu abbia semplificato tutto a dei giudizi fin troppo banali e fuori luogo. Non voglio far passare te per il cattivo e giustificarmi (non hai capito nemmeno questo), sono abituata a dire quello che penso. E' una cosa diversa dunque. Anche se a volte paga meno nell'immediato. 
Una cosa però l'ho capita: mi ero appena lasciata con una persona che era stata importante e aveva significato molto per me, ti ho incontrato in un contesto del genere e se sono avventati ora i tuoi giudizi, è stato avventato anche da parte mia iniziare un qualcosa con dubbi e problemi addosso che una situazione come quella che stavo vivendo mi metteva in condizione di avere. 
E' stato tutto spontaneo, che devo dire? 
ci siamo incontrati ed è cominciata una conoscenza senza che avessi aspettative particolari o strane pretese quindi non me lo rimprovero. C'è stato qualcosa in te o nei momenti trascorsi insieme (in particolare mi vengono in mente alcuni abbracci) che mi ha fatto stare bene se no non avrei scelto comunque di comportarmi così. Quello che forse è stato sbagliato, è vivere la storia che da questa nostra conoscenza è nata, nelle condizioni che indicavo, soprattutto perchè non l'abbiamo vissuta in modo chiaro per entrambi. E quando io ho manifestato maggiormente il bisogno di chiarirla, è poi stato per me troppo tardi. 
Hai probabilmente poi equivocato tante cose, ma prima di partire quel mio punto interrogativo volevo passarlo a te. Fanne l'uso che meglio ritieni. 
Ciao

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