giovedì 3 novembre 2011

Le lettere d'amore esistono ancora - 2008

(Le lettere d'amore - Roberto Vecchioni)


"Fai attenzione stè, qui ci vogliono le parole giuste".. mi dico così prima di risponderti, perchè ne ho voglia. e poi "sì, ma le parole giuste sono quelle che si sentono" e d'un tratto mi accorgo che è la stessa cosa che vorrei dirti a proposito del tuo post di cui non hai da chiedere scusa (come invece sembri aver fatto in quello successivo). 


Vorrei dirti anche che quella malinconia addosso ce l'ho anche io da tanto e che il natale non fa che riportarla insieme al nevischio senza che ce ne accorgiamo quasi, ma c'è forse un po' per tutti in fondo. C'è chi ha la forza, il coraggio e la capacità di viverla e chi no, chi fa finta di niente e la combatte solo a palle di neve. Non è che non si possano fare entrambe le cose, fra l'altro. 


Vorrei dirti pure che capisco cosa voglia dire sentire l'ipocrisia e la mancanza delle persone che vorremmo veramente ancora vicine. Per te sono i tuoi genitori, per me altre. 


Infine però ti dico tutt'altro (o quasi), ti dico: prendi per mano la tua bimba, chiedile se ha voglia di fare una passeggiata con mamma. Non ti servono soldi, solo quel sorriso che sai. Non ti servono grandi mezzi, solo le tue gambe sulle quali ti reggi ancora adesso... e puoi evadere anche con una canzone, che accompagni uno di quegli sguardi al cielo rivolti per scappare dalla felicità costruita. 
Puoi farlo. Devi solo crederci e convincertene, a mio avviso. 
Ti dedico col cuore queste parole che sono tra le poche che ancora mi sento di dire qui. 
Tanti dei miei amici (perchè così qualcuno lo sento) qui su netlog pensano che sia uno scherzo il mio andare via ed è così che riconosco in modo un po' deludente come non mi conoscano. Non so se ritornerò, so che adesso è reale la voglia di non dire più nulla e forse sì, un po' complice è anche questo natale di luci e pioggia, o nevischio. Sicuramente continuo a credere che il mio desiderio per questo ed il prossimo anno e quelli ancora a venire è sempre lo stesso: essere in grado di rendermi conto, essere in grado di mettercela tutta per avere attenzioni per le persone, essere in grado di avere rispetto per me e per le persone che ho intorno. Certamente ho già fallito mille volte, ma sono le piccole battaglie vinte - per me - quelle che ha senso seguire, più che addobarsi di noia e disillusione davanti agli inciampi che la vita ci pone, di fronte alle scivolate in cui queste malinconie ci arrischiano. 


E' da tempo che ho desiderio di scrivere uno sfogo simile sul mio blog, non so se a non trovarsi è il coraggio, la forza o più semplicemente mi coinvolga una noia nell'affrontare discussioni sterili. E' chiaro però che sia più semplice rinchiudersi in una solitudine che di natalizio non mi interessa se ha qualcosa, ma di sicuro ha poco di me se protratta a lungo. Mi verrebbe da fare lo stesso discorso per il mio profilo qui su questa piazza virtuale, ma le piazze le vivo...le vivo a fondo... ci bazzico, ci guardo gli sguardi delle persone che incontro,...ma quando son vuote e rimango a fissarne le ombre dei lampioni per terra, poi vado oltre a cercare altri pezzi di me. Non si può restare 13 anni fermi allo stesso punto, sono convinta che per te non sia tutto sommato così, non ti conosco, ma il mio augurio privo di presunzioni di tal tipo è quello di portarci la tua bimba in quella piazza e di trovare lo sprint e la grinta per dire. 

A lei da parte mia dille davanti al figlio se gentilmente può aiutarti ad apparecchiare, cucinare, lavare i piatti. Magari ti darà ulteriormente fastidio avercela intorno e preferiresti piuttosto stancarti tu di più, ma tu sai essere più forte di così, e se queste festività possono costituirne una prova, questo post ne è invece già una valida dimostrazione, a mio parere. 



(Forse l'abbraccio si era già capito arrivati a questo punto. Lo spero)

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