giovedì 3 novembre 2011

La recidiva incontra Lolli

Una volta ho incontrato Claudio Lolli. Suonava a Torino, era estate. Siamo andati con tutta la famiglia e nel tragitto in macchina fino al parco dove doveva esserci il concerto abbiamo ascoltato una sua cassetta registrata dai vinili di mio padre molti anni prima.
Mio padre mi ha fatto conoscere molta musica. Che ancora oggi mi piace.
E tra questa c’è anche Claudio Lolli, sì. Era una specie di festival dell’unità ed è stato proprio un bel concerto. Subito tutti seduti… non ho mai capito come si possa seguire un concerto da seduti!… poi ci si è vivacizzati un po’ tutti. E menomale! Certo non c’erano tanti miei coetanei…! E vabbeh. Claudio si muoveva sul palco come una specie di essere abituato a stare nel suo habitat. Ogni tanto andava sul fondo del palco a fare esercizi ginnici durante gli assoli di chitarra del suo compagno, un nuovo elemento del gruppo tra i suoi musicisti, molto bravo.
Non conoscevo a memoria tutte le sue canzoni allora, e mi ha sempre un po’ dato i nervi come subito dopo un concerto le imparavo… mentre lì al concerto non le sapevo tutte perché non avevo mai avuto realmente la voglia di andarmele ad ascoltare e riascoltare per mia volontà. Però qualcuna me la ricordavo anche con le parole… quelle che mio padre cantava sempre quando ero piccola.

Non ho mai digerito troppo l’idea che mio padre avesse smesso di cantare e suonare le sue di canzoni.
Forse mi faceva più che altro paura l’idea che possa essere così anche per me.

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