domenica 6 novembre 2011

Festa della Mamma - le lettere r-esistono sempre

Oggi continuo a pensare a quanto mi manchi... dovrei mettere un 'ci' al posto del 'mi', ma oggi è la mia festa e parlo ancor più per me. In verità, come al solito, aggiungo ironia a qualcosa nello stato d'animo che è più che altro malinconia.

Sarebbe utile forse solo a sfogare qualche lacrima se mi mettessi a fare elenchi di ciò che mi manca di te e dell'averti vicina, ma non mi va di piangere adesso.
Avrei praticamente identica reazione se pensassi a quanto lui da quando non ci sei sia rimasto se stesso riuscendo a migliorarsi di giorno in giorno... e tu sai quanto fosse già speciale perchè l'hai sposato e hai passato con lui cinquant'anni dal giorno del matrimonio.
Penso anche a quella festa di cui, prima, ho rivisto qualche fotografia... solo pochi giorni e ci sarebbe scappata dalle braccia la possibilità di stringerti.
Solo pochi mesi ed hanno perso le tue braccia la possibilità di stringere mia figlia, di sapere che era femmina, di conoscere il suo nome, le sue smorfie e le mie nel guardare il rospetto imparare a smolleggiarsi sempre più consapevolmente.

Oggi non mi tolgo di mente quanto sia imprescindibile che una persona così come è venuta sulla terra e adesso c'è, da un momento all'altro, con tutta la sua identità, possa andarsene, scomparire col suo corpo e la sua voce e il suo odore e chissà se mi senti e dove sei.

Oggi nel pensare a te penso anche a mia mamma e a quanto ti vuole bene.
Delle volte mi sembra di rendermi conto di quanto io non sappia dimostrare a lei questo quanto lei lo sa dimostrare a te pure ora che è più difficile.

Dev'essere il giorno giusto per Quella Canaglia perchè, oggi, parlavo pure di mio padre, a pranzo, al barbecue che ho organizzato con mamma, il suo compagno e quello che potrebbe star diventando il mio nucleo famigliare.
Oggi è un anno che ci conosciamo Andrea ed io e Nadi anche se noi non sapevamo chiamarla con il nome che ha avuto solo la sera prima del parto e lei non sapeva urlare come fa ora, di là, con Andrea, mentre giocano ad imparare a fischiettare e lei lo copia da brava piccola clown e fa le smorfie e soffia.
Tu con Andrea non hai mai parlato, con me non hai mai parlato di lui.... non c'era. Non era nella mia vita e non posso dire altrettanto di te adesso, per quanto assurdo sia che una persona deceduta possa "esserci" più di tutte le altre che semplicemente non hai ancora incontrato.
Ci sei nei miei pensieri e qualche volta nella musica che ascolto e, niente, volevo solo in qualche modo dirtelo. E grazie per prima, fuori in terrazzo, sulla poltrona-sdraio, per avermi coccolata la testa.

Cara Nonna, mamma di tre figli, nonna di sei nipoti e nonna bis di 5 bis nipoti (di cui ne hai tenuta in braccio una sola e di cui uno/una dobbiamo aspettare che arrivi fuori dalla pancia di mia sorella, a dicembre, per potergli raccontare anche di te), ti regalo questa:

(Roberto Vecchioni - Tu quanto tempo hai?)


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