Claudio è una di quelle persone che fanno bene, forse più agli altri che a se stessi.
Non so perchè non gli dico che scrivo di lui qui, tra l'altro.
Claudio è una persona che fa bene perchè è uno di quelli che incontri per caso. Uno di quei 'casi' che ho imparato a sapere che sono 'scelta', quelle scelte di quando prendi e fai ciò che ti senti senza pensare a conseguenze e a cosa ne direbbero gli altri. Senza star a ragionare se ha senso e a che tasso di mattitudine abbia ciò che ti stai andando a cercare. Claudio è in effetti l'emblema della netta assurdità del mio essere me perchè se da un lato sono puro istinto, dall'altro tutto ciò che ho appena scritto è puramente folle pensarlo uscito da me, che mi cerco sempre ossessivamente il senso delle cose, ma che amo da morire "Niente da capire"; io, che rompo le palle a tanti miei interlocutori fino a farmi odiare per la mole di 'perchè' che sono in grado di insinuare; io che non sono mai contenta delle spiegazioni, ma voglio capire, capire, capire.
E poi boom, 'affanculo tutto e faccio ciò che sento.
Non c'è da rifletterci, che io abbia una dose di pazzia oramai lo credo da me .
Ad ogni modo.... torniamo a lui.
Claudio è entrato nella mia vita come il ronzio di una televisione rimasta a basso volume senza guardarla. Canale 5 inutilmente acceso perchè Nadi si era già addormentata a quel punto.
Lì è comparso lui, presentato ad un programma pomeridiano, non so come perchè non seguivo, appunto.
Credo d'essermi voltata per la sua parlata: ho sempre amato l'accento romagnolo e lui arrivava agli studi di Roma credo da Rimini o Riccione.
Raccontò con poche parole, per via dei tempi televisivi, ma come fosse fiume in piena, di sè; della voglia di rialzarsi quando hai una siringa che ti ha buttato quasi definitivamente giù. Tanto schifo e puro senso a sentir o leggere, successivamente, certe minuziose descrizioni come solo chi ha vissuto davvero un'avventura può raccontare specificandoti l'attrazione e la passione e insieme il logoramento di qualcosa che alla fine ti ha fatto molto male.
Lui è stato a Sampatrignano e si è rimesso in carreggiata con tutta la fatica che io non so raccontare perchè non sono mai uscita dal giro dell'ero.
Niente sconti, tantomeno per se stesso, e la netta consapevolezza d'essere sempre in bilico come con un'ex ragazza con cui hai convissuto qualcosa d'importante che ti inietta nel cuore esperienze che non puoi recedere, un carrozzone su cui non puoi far finta di non essere stato. E in un certo qual modo ti ci senti pure affezionato.
Mentre parlava, in quel pomeriggio annoiato in attesa del ritorno dal lavoro di Andre, passava in sovraimpressione il suo nome. Probabilmente lui sperava anche in un lavoro, visto che raccontava la fatica del trovarlo per uno che s'è macchiato della targhetta di 'tossico' ed in questi casi è pure difficile per chiunque guardare uno come Claudio negli occhi, sia perchè uno come Claudio alla società che sa sempre poco di 'civile' fa paura, sia perchè lui stesso tende a tenere gli occhiali scuri abbassati sullo sguardo che, appena l'ho guardato, m'ha detto.
Gli sono così comparsa io tra i contatti di una rete che supporta pazzie quante gli esseri umani sanno inventarsene.
Adesso ci sentiamo.
Per un po' era mezzo sparito e nemmeno io l'avevo cercato, difatti avevo anche pensato come spesso mi capita, di aver esagerato, di aver in fondo forse un po' sbagliato nelle mie impulsive considerazioni in quello scorso testo, sfogo puro d'emozioni.
Emozioni che tornano.
Claudio in questo periodo si sente solo; Claudio scrive e per me ha talento e a lui, rinnovandogli il brindisi, dedico il mio prossimo pezzo.
Bacio Klà, buon viaggio
a presto!
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